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	<title>Il blog del Bonfe &#187; Michele Serra</title>
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	<description>molto personale, non troppo intimo.</description>
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		<title>Detto da altri: Michele Serra, l&#8217; Amaca del 9 ottobre</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 16:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Magiaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico anche se con qualche timore -viste le varie leggi bavaglio e sul diritto d&#8217;autore che il nostro paese impone- quello che Serra scrive oggi. (Michele, amici di Repubblica, se ciò non vi dovesse piacere per qualsivoglia motivo sono pronto a &#8230; Continue reading &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico anche se con qualche timore -viste le varie leggi bavaglio e sul diritto d&#8217;autore che il nostro paese impone- quello che Serra scrive oggi. (Michele, amici di Repubblica, se ciò non vi dovesse piacere per qualsivoglia motivo sono pronto a ritirare tutto!)</p>
<p><em>&#8220;Ero alla manifestazione di Libertà e Giustizia &#8220;Ricucire l&#8217;Italia&#8221;, e ho pensato che lo sbrego prodotto dal ventennio di Berlusconi giustificava ampiamente l&#8217;uso del verbo ricucire. L&#8217;Italia è sempre stata divisa -grosso modo- tra destra e sinistra.</em><br />
<em>Ma per gran parte del tragitto le due fazioni si sono battute dentro un campo di regole condivise. Solo in due casi -il fascismo il primo, il berlusconismo il secondo -la spaccatura è stata così radicale e cruenta da creare quasi due Italie contrapposte. E in entrambi i casi questa lacerazione è avvenuta attorno al </em> <em>&#8220;con me o contro di me&#8221; che una sola persona è riuscita a imporre a un paese intero. Fortunatamente cresce il numero di italiani di centrodestra che</em> <em>vedono le loro idee non solo non garantite dall&#8217;uomo del bunga bunga, ma da lui danneggiate e offese. Montanelli prima, Travaglio poi, sono state le illustri ma inascoltate avanguardie di un&#8217;Italia moderata e liberale (non certo di sinistra) disgustata da Berlusconi, dalla sua demagogia, dai suoi mezzi e dai suoi fini. E proprio per questo -per il loro</em> <em>pericoloso esempio &#8211; sono stati ridicolmente tacciati di &#8220;comunisti&#8221; dai giornalisti del regimetto berlusconiano. Fa davvero male ripensare adesso &#8211; dopo questi lunghi, umilianti anni -che gli elettori di Berlusconi avrebbero potuto trovare non nelle parole dei &#8220;comunisti&#8221;, ma in quelle del più celebre e autorevole giornalista di destra, </em><em>quanto bastava e avanzava per aprire gli occhi.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il corpo era in vacanza, la mente no, assorbiva e ora riporta.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 10:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Magiaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[detto da altri]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo millennio]]></category>
		<category><![CDATA[destra e sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[I ponti sono passati, il relax è stato totale, e anche il pensiero ha subito un rallentamento. Qualcun&#8217;altro invece ha proseguito imperterrito nelle sue riflessioni. Sto parlando di Michele Serra e della sua rubrica quotidiana che tiene su Repubblica. Nella &#8230; Continue reading &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ponti sono passati, il relax è stato totale, e anche il pensiero ha subito un rallentamento. Qualcun&#8217;altro invece ha proseguito imperterrito nelle sue riflessioni. Sto parlando di Michele Serra e della sua rubrica quotidiana che tiene su Repubblica. Nella fattispecie gli interventi pubblicati in coincidenza delle due festività, il 25 Aprile e il 1° Maggio che penso meritino la lettura.<span id="more-319"></span></p>
<p>Al solito un&#8217;analisi lucida, sintetica e efficace  e una spiegazione illuminante sulla diversità tra destra e sinistra (esiste, esiste) e risultato elettorale.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;amaca&#8221; 25 Aprile 2008</strong></p>
<p><em>Le polemiche sul &#8220;parlare rozzo&#8221; della Lega difettano di memoria storica. L’idea che &#8220;il popolo&#8221; possa e anzi debba esprimersi bassamente per distinguersi dai &#8220;figli di papà&#8221; e dai &#8220;fighetti&#8221; è, storicamente parlando, solo una scemenza dell’ultima ora. Massima ambizione del popolo, e spesso anche sua orgogliosa pratica, è sempre stato il raggiungimento di quella cultura e di quella dignità che gli erano negate dalla discriminazione di classe. Dell’ignoranza e della volgarità di modi il popolo si è sempre vergognato, perché sapeva benissimo che erano la prova della sua subalternità. Operai e contadini sognavano figli laureati, rispettavano &#8220;i professori&#8221; e vedevano nei libri il bene prezioso, e a loro precluso, della conoscenza. La lotta sindacale e operaia per i corsi delle &#8220;centocinquanta ore&#8221; è stata una delle pagine più gloriose del riscatto popolare in Italia. Non c’è peggiore tradimento del popolo che convincerlo dell’inevitabilità della sua ignoranza: sono sempre stati i padroni a pensare che i subalterni non avessero alcuna necessità di acquisire cultura, e anzi la cultura potesse renderli riottosi, e snaturarne il ruolo di bestie da lavoro. Non è mai stato il popolo, è sempre stata la piccola borghesia frustrata a odiare la cultura.</em></p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;amaca&#8221; 1Maggio 2008</strong></p>
<p><em>In totale controtendenza rispetto a tutte le ossessioni post-ideologiche, il mio amico F. sostiene che o la politica è soprattutto battaglia di idee, oppure semplicemente non è. &#8220;Finché si va a votare per soddisfare gli interessi individuali vincerà sempre la destra, il cui legittimo mestiere è dare voce agli egoismi. Il giorno che si tornasse a votare per il bene comune, per un’idea di società, allora la politica tornerebbe ad appassionare, e la sinistra a vincere&#8221;.<br />
Ecco una definizione brusca ma non sprovveduta della differenza tra destra e sinistra: è di destra chi vota avendo per guida i propri interessi, di sinistra chi vota pensando all’interesse collettivo. Se questo è vero almeno in parte, il mestiere della sinistra è molto diverso dall’affannosa rincorsa alla destra sul suo terreno (sicurezza, poche tasse, niente scocciature: vogliamo vivere tranquilli). La sinistra è condannata in eterno a mediare tra la natura degli individui e la cultura della collettività: e dunque a immaginare ciò che ancora non c’è, suggerire novità, progettare cambiamenti. Per noi adulti, cinici o forse solo logori, una sinistra siffatta è solo un remoto ricordo di giovinezza. Ma provate ad avere vent’anni adesso, e vedete un po’ se le discussioni sull’Ici e sull’Irpef bastano a smuovere una sola cellula del vostro cuore o del vostro cervello. <br />
</em></p>
<p> </p>
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		<title>potrebbe essere il mio &#8220;ghostwriter&#8221;, lo sapete ormai</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 10:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Magiaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[detto da altri]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo millennio]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Serra]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto un intervento, le cui considerazioni meritano di non essere trascurate Michele Serra: L&#8217;amaca di giovedì 22 novembre 2007 Tratta da &#8220;la Repubblica&#8221; Comunque la si pensi, è fuori di dubbio che &#8220;dieci milioni di firme raccolte ai gazebo&#8221; (un &#8230; Continue reading &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Riporto un intervento, le cui considerazioni meritano di non essere trascurate</h4>
<p><a href="http://www.feltrinellieditore.it/FattiLibriInterna?id_fatto=9283">Michele Serra: L&#8217;amaca di giovedì 22 novembre 2007<br />
Tratta da &#8220;la Repubblica&#8221;  </a></p>
<p>Comunque la si pensi, è fuori di dubbio che &#8220;dieci milioni di firme raccolte ai gazebo&#8221; (un quinto della popolazione italiana, compresi i neonati, i vegliardi, i carcerati e gli ammalati) sono una enorme palla. Una frottola, una bugia, una menzogna, una panzana, una falsificazione, una truffa, un imbroglio, una frode, una bubbola. Lo sanno tutti, Berlusconi per primo, i suoi portavoce, i suoi direttori di giornale, i suoi yes-men televisivi. E lo sanno, ovviamente, i suoi avversari, e più in generale chiunque conservi il lume della logica. Ma lo dicono in pochissimi. Perché che Berlusconi sia bugiardo è considerato un fatto endemico della scena politica, un&#8217;eccentricità del suo carattere, una forzatura retorica serenamente metabolizzata. Come se dieci milioni fosse uguale a cinque o a due o a uno. <strong>Personalmente, temo molto l&#8217;assuefazione, che è l&#8217;ingrediente fondamentale del conformismo</strong>. E dunque mi piace ripetere, con quieta allegria: dieci milioni di firme ai gazebo sono solo una ridicola bugia. Bugiardo chi la ripete, sia esso politico o giornalista. Bugiardo, bugiardo, bugiardo. Dieci milioni di volte bugiardo.</p>
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		<title>Michele Serra e Busto Arsizio (visto l&#8217;argomento ne avrei fatto volentieri a meno)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 14:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Magiaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michele Serra: L&#8217;amaca di domenica 30 settembre Tratta da “la Repubblica”    A latere dell’impegnativo dibattito in corso sui &#8220;rischi di un nuovo fascismo&#8221;, faccio presente che un paio di giorni fa un ex partigiano ottantacinquenne è stato aggredito e &#8230; Continue reading &#8594;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Michele Serra: L&#8217;amaca di domenica 30 settembre<br />
Tratta da “la Repubblica” <span id="more-172"></span><br />
 <br />
A latere dell’impegnativo dibattito in corso sui &#8220;rischi di un nuovo fascismo&#8221;, faccio presente che un paio di giorni fa un ex partigiano ottantacinquenne è stato aggredito e insultato da una ventina di giovani nazisti, al grido di &#8220;sporco partigiano&#8221;, in pieno centro e in pieno giorno, nell’operosa e ricca città lombarda di Busto Arsizio, senza che nessuno dei valorosi passanti abbia avuto niente da obiettare. E senza che i media, stremati dal pedinamento del Sospettato di Garlasco (il Fidanzato dagli Occhi di Ghiaccio, pensa che stronzata…), abbiano pensato che il pestaggio di un vecchio partigiano da parte di una squadraccia di giovani nazi meritasse un titolo in prima pagina.<br />
Questo per dire che i &#8220;rischi di un nuovo fascismo&#8221; mi paiono decisamente da ridimensionare alla luce dei rischi del fascismo già in corso. Il fascismo ostentato ma minoritario di qualche scemo nerboruto, o di qualche giovine paranoico e disturbato, ma soprattutto il fascismo impolitico, antropologico, quotidiano, diffuso di milioni di italiani sempre più aggressivi e spicci, sempre più xeonofobi e incazzati, con le lenti scure e il &#8220;menefrego&#8221; stampato in faccia, e l’aria di chi considera la società intera come un ostacolo del quale sbarazzarsi. Sbaglierò, ma il futuro non mi preoccupa più di tanto, sono troppo impegnato ad avere paura del presente.</p>
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