Il cinema del magiaro in due righe: DRIVE

Può capitare che un grande film venga considerato alla stregua della “Corazzata Potemkin” di fantozziana memoria. Questo è quello che è accaduto ieri alla proiezione alla quale ho assistito ed è accaduto per qualcuno degli spettatori meno avveduti. Perché la grandezza di questo film non sta nella sceneggiatura (tratta dall’omonimo romanzo ma a quanto pare notevolmente ridotta e rielaborata in forma di una favola moderna), o nel ritmo, ma nella splendida regia di Nicolas Winding Refn (palma d’oro a Cannes ). Sequenze dilatate ed interminabili, primi piani prorompenti, luci, atmosfere urbane ed inseguimenti, riprese aeree di Los Angeles e qualche sequenza memorabile come quando Driver -ben interpretato da Ryan Gosling già visto in “Lars e una ragazza tutta sua”- mascherato si affaccia alla porta del locale dove attenderà la sua vittima.

Un estetica del cinema senza la quale il film diventerebbe forse poca cosa. Ma c’è, ben evidente ed emozionante. Anche -o soprattutto- questo è cinema.

Voto 8,5

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Detto da altri: Michele Serra, l’ Amaca del 9 ottobre

Pubblico anche se con qualche timore -viste le varie leggi bavaglio e sul diritto d’autore che il nostro paese impone- quello che Serra scrive oggi. (Michele, amici di Repubblica, se ciò non vi dovesse piacere per qualsivoglia motivo sono pronto a ritirare tutto!)

“Ero alla manifestazione di Libertà e Giustizia “Ricucire l’Italia”, e ho pensato che lo sbrego prodotto dal ventennio di Berlusconi giustificava ampiamente l’uso del verbo ricucire. L’Italia è sempre stata divisa -grosso modo- tra destra e sinistra.
Ma per gran parte del tragitto le due fazioni si sono battute dentro un campo di regole condivise. Solo in due casi -il fascismo il primo, il berlusconismo il secondo -la spaccatura è stata così radicale e cruenta da creare quasi due Italie contrapposte. E in entrambi i casi questa lacerazione è avvenuta attorno al  “con me o contro di me” che una sola persona è riuscita a imporre a un paese intero. Fortunatamente cresce il numero di italiani di centrodestra che vedono le loro idee non solo non garantite dall’uomo del bunga bunga, ma da lui danneggiate e offese. Montanelli prima, Travaglio poi, sono state le illustri ma inascoltate avanguardie di un’Italia moderata e liberale (non certo di sinistra) disgustata da Berlusconi, dalla sua demagogia, dai suoi mezzi e dai suoi fini. E proprio per questo -per il loro pericoloso esempio – sono stati ridicolmente tacciati di “comunisti” dai giornalisti del regimetto berlusconiano. Fa davvero male ripensare adesso – dopo questi lunghi, umilianti anni -che gli elettori di Berlusconi avrebbero potuto trovare non nelle parole dei “comunisti”, ma in quelle del più celebre e autorevole giornalista di destra, quanto bastava e avanzava per aprire gli occhi.”

 

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Il cinema del Magiaro in due righe: A Dangerous Method

Interessante, come tutte le discipline che indagano sui comportamenti umani e della psiche. Una sana curiosità mi ha spinto al cinema per vedere questo film e non si esce delusi. Gli intrecci maestro/allievo/paziente, dove il maestro è il padre della psicanalisi e l’allievo è Jung è di per sé già motivo di interesse. Quello che ne ho ricavato è che questi luminari alla fine erano come noi o malati come noi, a seconda di come si vuole interpretare le pulsioni, gli errori, le debolezze di cui sono anch’essi vittime malgrado la loro scienza infusa. Non un filmone a mio parere, ma c’è chi come Luca Pacilio la pensa diversamente, argomentando con ben altro spessore.

Per me è un 6,5.

 

 

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Il cinema del Magiaro in due righe: Carnage

Mi è piaciuto molto. Ah sì. Innanzi tutto c’è Kate Winslet, (è libera?) ma anche Chris Waltz (dove si era nascosto sino ad Inglorious basterds?). Grandi. Ma è tutta la rappresentazione che convince. E’ interessantissimo vedere le dinamiche che si sviluppano nei rapporti tra i quattro protagonisti: l’ipocrisia che si dissolve, le alleanze che si creano e si disfano, i rapporti di coppia basati sul nulla o sull’abitudine, il desiderio di autoaffermazione e di affermazione sull’altro. Insomma più facile da vedere che da descrivere, ma da non perdere. Io ho avuto la fortuna di vederlo in lingua originale (con i sottotitoli). Se vi capita approfittatene.

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Dimagrimenti 1 & 2

Dimagrimento 1

Evento quasi storico, la scorsa settimana, la mia bilancia  per la prima volta dopo xx anni è scesa al di sotto dei 70 Kg!

Dimagrimento 2

Allo stesso tempo anche il mio portafoglio si è alleggerito di 185 €, causa autovelox di aprile in Corso Francia (e la frenesia di arrivare al cinema in tempo).

Oltre le beffe, il classico danno. Grazie di cuore amici torinesi.

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E’ cosa buona e giusta

Del porcellum sappiamo ormai tutto:questa legge elettorale viene così chiamata perché venne definita una porcata dall’ autore stesso, cioè Calderoli. L’effetto più nefasto di questa legge è che i partiti possono candidare chi vogliono e dove vogliono. Così i nostri amici parlamentari eletti, naturalmente non si sentono in dovere di rispondere delle loro malefatte ai cittadini (che non li hanno scelti), e tantomeno ai loro compari.

C’è la proposta per un referendum (anzi due, l’altro è promosso dal Movimento Cinque Stelle) che promuove l’abrogazione di questo scempio: le firme affinché si faccia si raccolgono nei municipi fino al 30 settembre. Per i miei compaesani bustocchi il luogo deputato è l’ufficio elettorale, entrando all’anagrafe a destra in fondo. Cartelli e indicazioni non ne troverete, ma non scoraggiatevi.

Per info maggiori: www.firmovotoscelgo.it

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How not to live your life

Anche la terza stagione se n’è andata molto velocemente e, fonte wikipedia, sembra che non ci sarà un seguito. Peccato.

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Banksy, il mio street artist preferito…

…e molto rappresentativo.

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Visti per voi: la VERGOGNA The Strokes and Barley Arts al Flippaut Festival 2011

Partiamo da qui: il concerto programmato all’Arena concerti della fiera a Rho (20Km da casa) viene spostato a Vigevano (60 Km da casa, ma a qualcuno è andata nettamente peggio). Il motivo dello spostamento? Pare per scarsa prevendita. Ma si era mai sentita una cosa del genere?

Lo vengo a scoprire per caso perché avvisato dal compagno di sventura. Fosse stato per me sarei andato direttamente a Rho. A proposito, se c’è qualcuno che è andato lì mi può raccontare se e come hanno avvisato del cambio di sede?

Seconda considerazione: il solito malcostume italico di non rispettare e nemmeno di comunicare l’ora di inizio del concerto. Così, sapendo che ci sono un po’ di gruppi               ( francamente inutili, diciamolo) che alla “modica” cifra di 55€  suoneranno prima, facciamo in modo di arrivare il loco per le 20. Divorato un hamburger, divorati dalle zanzare e intossicati dall’Autan spruzzato sconsideratamente dagli astanti, ci trasciniamo fino alle 23 quando finalmente iniziano gli Strokes. Ora, lo scorso anno sono stato all’Hard Rock Calling a Londra: gli headliners, tali Pearl Jam, iniziarono a suonare alle 20 in punto. E prima c’erano Ben Harper, i Gomez , The Hives etc… mica scartine.

Ma io dico, come si fa ad iniziare un concerto alle 23? Per far suonare prima i Chromeo? E i Verdena? Bah..

Iniziare il concerto alle 21 senza l’inutile contorno e far pagare 20 € in meno? E’ un’ idea, a me piace.

Ma il peggio deve ancora venire. Dopo una ventina di minuti di esibizione salta l’impianto audio una prima volta con conseguente interruzione. Il tempo di ripristinarlo e si riparte ma lo stesso inconveniente si ripete per ben 4 volte. Fino a quando, poco prima di mezzanotte, i simpaticioni newyorkesi  dopo aver eseguito Take it or leave it, decidono di averne abbastanza, e  se ne vanno senza nemmeno salutare.

Il pubblico all’inizio pensa ad una pausa, ma quando realizza che questi se ne sono fottuti allegramente di loro, del tempo e dei soldi spesi, inizia a manifestare inferocito il proprio dissenso insultandoli pesantemente e tirando sul palco tutto quanto a disposizione (troppo poco purtroppo)

Una delle pagine più brutte della musica in Italia.

VERGOGNA!

 

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Visti per voi: i (mitici) CAKE al circolo Magnolia

Tanto è stato coinvolgente lo show degli Arcade Fire la sera prima, tanto divertente quello dei Cake. Premesso che John McCrea, stralunato ed ironico è un po’ la risposta americana ad Elio, i Cake sono una band unica per sonorità, creatività e simpatia. Le dimensioni piuttosto intime del luogo del concerto ci consentono di assistere da molto vicino alle performance del suddetto personaggio coadiuvato da una buonissima band e dal solito ed insostituibile Vincent Di Fiore . Un paio di pezzi per scaldarsi e poi è tutto un godimento di musica e gag. John ringrazia il pubblico milanese che “nonostante la quantità di intrattenimenti, eventi sportivi e possibilità di shopping che Milano offre, ha fatto lo sforzo di andare a vedere proprio loro(!)”. C’è spazio per un surreale quiz con in palio un alberello di agrumi  che la sventurata vincitrice dovrà  posizionare in luogo idoneo alla sua buona crescita  inviandone foto  al sito dei Cake per consentirne la verifica al pubblico della serata (e che in caso contrario manderà i propri influssi negativi all’ inadempiente). Finisce in gloria con Short Skirt and Long Jacket e la riuscitissima e famigerata cover di I will survive.

Lunga vita ai CAKE

 

 

 

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Visti per voi: Arcade Fire all’Arena di Milano

Devo ammettere di essere un fan dell’ultima ora (ieri sera) di questo gruppo canadese. Osannati da pubblico e critica, in questi mesi me li sono un po’ fatti piacere, senza esserne totalmente convinto. Tre album all’attivo, molti pezzi accattivanti, con arrangiamenti  complessi che si apprezzano maggiormente se ascoltati attentamente, testi alla mano. Una gran curiosità di vederli dal vivo dove notoriamente danno il meglio.  Nel pubblico proprio di fianco a me un Matteo Bordone scatenato e poco dietro Rachele Bastreghi e Francesco Bianconi (i Baustelle). Sempre bella la location dell’Arena Civica e l’impatto è da subito ottimo, 8 elementi che si alternano con vari strumenti tra i quali mi segnalano anche la ghironda. Ma si vedono anche due batterie, contrabbassi, fisarmoniche, glockenspiel, e i due violini che orchestrano tutti i pezzi proposti. Anche la scenografia dal gusto retrò è bella nella sua essenzialità.

Il frontman cantante e leader del gruppo è straordinariamente coadiuvato dalla eclettica cantante e polistrumentista coniuge, un folletto in paillettes che passa con disinvoltura dal pianoforte, alle percussioni, alla fisarmonica, al cantato.

Bravi nel selezionare il loro  repertorio oltre che nell’eseguirlo, piano piano vieni coinvolto dai suoni, dalle melodie e dai ritmi , con il basso in netta evidenza ed è tutta un’emozione con il susseguirsi dei pezzi più intensi e trascinanti. Una coralità straordinaria che accompagna il pubblico verso il finale, con un unico splendido encore (dove a mio parere è mancata però Modern Man).

Alla fine benché ne vorresti ancora, lasci il prato dell’Arena contento delle emozioni e della gioia esplosa nel tempo indefinibile e veloce  trascorso in loro compagnia.

Che siano loro i numeri uno di questo decennio?

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Alternanza

“Sai, la vita ti tratta bene o male soltanto per un po’. Poi fa l’esatto contrario.”

Chuck Palahniuk, Rabbia 2007


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Viva l’Italia

Il 30 gennaio 2010 è stata inaugurata la nuova stazione delle Ferrovie Nord di Castellanza.

Oggi, Giugno 2011, dopo quasi un anno e mezzo la suddetta stazione si presenta così:

davvero accogliente, finalmente un lavoro ben fatto di cui possiamo essere orgogliosi!

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Concerti 2010: classifica finale

In attesa per il mio primo concertone 2011 ( Roger Waters), seppure con un “poco” di ritardo, pubblico la mia modesta  e stringata classifica sui concerti 2010. Da prendere così com’ è:

11°  Le Luci della Centrale Elettrica

Tanto Vasco Brondi mi era piaciuto a Villa Arconati con il primo album, tanto mi sono annoiato con il secondo.

10.Paul Weller

Stesso discorso per il caro vecchio Paul: concerto strano il suo al Traffic Free Festival, più che altro una partecipazione. Non giudicabile.

9. Gogol Bordello

Energia e intensità  incredibili, ritmi ossessivi ma sempre uguali, dopo pochi pezzi non avevo più voglia di ascoltarli.

8. Ben Harper

Nella cornice di Hyde park come “supporter” dei Pearl Jam. La dispersività del luogo non aiutava, ma nemmeno lui è riuscito a coinvolgemi , sempre seduto appresso alla sua slide guitar.

7.Interpol

Un buon concerto, il migliore per qualità di tutti i loro precedenti. hanno imparato a suonare?

6. EelST

Concerto al Castello di Legnano, con Elio purtroppo senza voce e quindi più stringato, ma solita verve e divertimento.

5. Daniele Silvestri

Silvestri non delude mai, tantomeno nella remota e inconsueta location open air di Verres in mezzo a boschi e montagne per la festa dell’ANPI. Aspettando il nuovo tour.

3. Dalla & De Gregori /Arctic Monkeys

Pari merito per il vecchio e per il nuovo. Dalla e DeGregori mi hanno emozionato davvero aiutandomi a rivedere pezzi indimenticabili sotto una nuova luce.

Gli Arctic Monkeys, beh, dal vivo sono dei veri campioni.

2. Prince

Basterebbe il nome, ma il modo in cui fa tutto benissimo e suona la chitarra…

Mostro.

1. Pearl Jam

Eddie Vedder, il rock ,  i Pearl Jam, le  loro canzoni, Hyde Park, LondraInsomma, potevano non vincere?

p.s. Ci sarebbe anche un pezzetto del concerto dei Gomez, sempre ad Hyde Park. Interessante ma troppo breve quello che ho potuto vedere.

 

 

 

 

 

 

 

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Gli auguri al tempo del feisbuc

Dopo un lungo periodo di inattività, dovuto anche a problemi tecnici, aggiorno queste colonne con un classico, e cioè in che modo le persone si fanno gli auguri, o quanto meno i gggiovani o presunti tali, o quantomeno i più evoluti da un punto di vista tecnologico: vedi qui.

Ormai non c’ è più storia, fb spacca. Più della metà degli auguri si ricevono da lì. Sarà vera gloria?

 

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