Può capitare che un grande film venga considerato alla stregua della “Corazzata Potemkin” di fantozziana memoria. Questo è quello che è accaduto ieri alla proiezione alla quale ho assistito ed è accaduto per qualcuno degli spettatori meno avveduti. Perché la grandezza di questo film non sta nella sceneggiatura (tratta dall’omonimo romanzo ma a quanto pare notevolmente ridotta e rielaborata in forma di una favola moderna), o nel ritmo, ma nella splendida regia di Nicolas Winding Refn (palma d’oro a Cannes ). Sequenze dilatate ed interminabili, primi piani prorompenti, luci, atmosfere urbane ed inseguimenti, riprese aeree di Los Angeles e qualche sequenza memorabile come quando Driver -ben interpretato da Ryan Gosling già visto in “Lars e una ragazza tutta sua”- mascherato si affaccia alla porta del locale dove attenderà la sua vittima.
Un estetica del cinema senza la quale il film diventerebbe forse poca cosa. Ma c’è, ben evidente ed emozionante. Anche -o soprattutto- questo è cinema.
Voto 8,5












