Eccola qui, anche quest’anno la mia consueta classifica dei concerti. Un anno meno ricco di altri ma non scevro di sorprese. A voi
8. The drums + Cloud Control
Ci sono andato per vedere i Cloud Control, ma causa ritardo (mio) e anticipo (loro) ho assistito a solo due pezzi. Quindi non giudicabili. Carina e niente di più la performance dei the Drums.
7. The Strokes
Potenzialmente da podio, anche per il gradino più alto per quello che hanno lasciato intuire, il loro concerto è stato irrimediabilmente compromesso dai ripetuti problemi di blackout. Però forse potevano lo stesso dare qualcosa di più.
6. Ivano Fossati
Bel concerto, grande professionista, e grandi canzoni. Però la scelta del repertorio è stata a mio parere discutibile: un po’ troppo monocorde sul tema dell’amore/dolore. E sì che ne avrebbe avuti di pezzi per vivacizzare il concerto. Imperdonabile non aver eseguito Last Minute
5. Guccini
La seconda volta che lo vedo: il solito affabulatore, la solita umanità, la solita grande presa su un pubblico di tutte le età. Immortale
4. Daniele Silvestri
Consueta grande e coinvolgente prestazione di Silvestri. Non delude e non stanca mai. Certezza
3. Roger Waters
Grande, maestoso e meraviglioso spettacolo. Spettacolo più che concerto. In un’altra classifica avrebbe sicuramente vinto
2. Cake
Aah i Cake che divertimento! Bello, bello, bello! La loro unica colpa è che hanno trovato sulla loro strada gli Arcade Fire…
1. Arcade fire
Rivelazione vera, soprattutto dal vivo danno il meglio di loro stessi. Davvero entusiasmante. Un nuovo benchmark per tutti.

Posto che di alcuni degli illustri partecipanti a questo concorso non conosco nemmeno il nome vorrei parlare del concerto di Ivano Fossati. Se il motivo del ritiro dalle pubbliche scene risiede nel dubbio di poter proseguire a lungo con l’entusiasmo e la qualità musical/intellettuale degli anni migliori ecco, Ivano, hai scelto il momento giusto. Ho visto almeno quattro concerti di Fossati, uno più bello dell’altro. L’ultimo prima di questo, in particolare, è stato indimenticabile. Due ore di pelle d’oca, quasi commozione di fronte a tanta qualità, fantasia, impegno, gusto. Mi riferisco a Tour Acustico, da cui l’omonimo, fantastico disco. Questa volta, invece, sembrava di ascoltare un cd. Non un arrangiamento nuovo, non un assolo, interazione con il pubblico (fantastico) limitata ad una serie interminabile di deambulazioni a braccia alzate solo per cercare un applauso, non una riflessione. Nulla. Bravi e precisi come sempre, ma prima il concerto è finito prima che decollasse. Che palle.
Grande Bonfe
Paolo, grazie. Grazie per il tuo contributo così esaustivo che aggiunge un importante punto di vista arricchendo di molto la mia classifica.