Il cinema del Magiaro in due righe: Miracolo a Le Havre

Dopo il meraviglioso “L’uomo senza passato” di qualche anno addietro ero curioso di vedere questo nuovo lavoro di Aki Kaurismaki. Curiosità non delusa. In “Miracolo a Le Havre” ci si catapulta in una favola lieve con eroi fuori moda, non giovani e non belli, ma semplici e genuini. Il film a volte sembra costruito come delle tavole di un fumetto per merito delle inquadrature, dei colori, dei dialoghi scarni e delle caratterizzazioni caricate di alcuni personaggi (il vicino spione su tutti, ma anche il commissario e Little Bob) . C’è un’effetto straniante nella rappresentazione del film del quale si fatica a capire l’ambientazione temporale: i personaggi positivi e il loro mondo sono apparentemente collocati nella povertà ed essenzialità degli anni ’60 ma con continue incursioni e commistioni con l’attualità dove, attraverso la vicenda che si occupa di immigrazione e applicazione di leggi sbagliate, viene rappresentato tutto il negativo della società contemporanea.

Un cinema diverso con molto spazio alla poesia. Andate a vederlo se potete.

About il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
This entry was posted in Cinema, Il cinema del Magiaro in due righe, Visti per voi and tagged , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>