Visti per voi: Guccini a Varese

- Sai, vado al concerto di Guccini

- Guccini? Sei vecchio!

- Piano con queste affermazioni, guarda che l’ultima volta che andai ad un suo concerto era tutto esaurito e strapieno di ragazzini…

Ecco, anche ieri sera c’era il tutto esaurito con moltissimi giovani e questa cosa mi continua a stupire. Com’è possibile che un cantautore settantenne che non fa promozione, non viene passato per radio, insomma non esiste per la stragrande maggioranza dei nati dagli anni ’70 in poi abbia questo seguito? Lo chiedo a due trentenni davanti a me e mi rispondono, anzi urlano in coro: perché è attualissimo!

Io non lo so se sia questo il segreto, per me Guccini rimane un riferimento dei miei anni più giovani con le tante sue canzoni cantate e suonate con la chitarra con gli amici. Con i temi e le esperienze di un uomo vero.Per questo l’emozione ieri sera a tratti era paralizzante.

Lui è sempre lui, il suo è il concerto più parlato in assoluto: spesso dagli artisti sul palco si vorrebbe qualche parola in più e non solo la semplice esecuzione di una serie di pezzi. Con Guccini è esattamente il contrario, credo che nel totale del tempo del concerto prevalgano i momenti di racconto, degli aneddoti e dei siparietti con i suoi musicisti rispetto alle canzoni, tanto che in alcuni momenti viene quasi voglia di chiedergli finalmente di suonare. Non lo si fa perché Guccini non è un cantautore, è un cantastorie ed intrattenere e divertire il suo pubblico gli viene sempre benissimo.

E poi che dire, di un concerto di Guccini? Risentire Eskimo, Noi non ci saremo, Amerigo, Dio è morto, La locomotiva, Canzone di notte N° 2…Autogrill.

Ritrovarsi a cantare le sue canzoni e accorgersi che un groppo alla gola -di quelli grossi- ti taglia la voce mentre invece vorresti cantare a squarciagola.

Sì, è stato commovente, ancora.

“..noi tutti ormai sappiamo 
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge, 
in ciò che noi crediamo dio è risorto, 
in ciò che noi vogliamo dio è risorto, 
nel mondo che faremo dio è risorto…”

About il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
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