Visti per voi: Gogol Bordello all’Alcatraz

Gentile pubblico due premesse:

- è uno dei pochi concerti a cui ho assistito senza conoscerne il repertorio.

- non sono particolarmente appassionato di musica popolare.

Cosa c’entra? C’ entra perché ciò non può non influenzare il mio giudizio: uno, non avere già nelle orecchie quello che si va ad ascoltare non facilita l’ apprezzamento; due, posso ben dire che il gipsy punk dei Gogol Bordello affonda le radici nella musica popolare gitana. Che contestualizzata -si badi bene- mi piace anche, ma è la matrice comune di queste musiche che alla lunga mi stanca. Ma…

Ma il nostro caro Eugene Hutz, classe 1972 è un fenomeno e con lui tutta la band di 8 elementi. Batteria, percussioni e voce, basso elettrico, fisarmonica, cori, violino, e chitarra elettrica (su tutti) producono una tale energia e ritmi talmente  travolgenti che lo spettacolo è assicurato. Lo testimonia il sold out, l’ondeggiare frenetico e l’entusiasmo del pubblico degli aficionados.

La chitarra elettrica, si diceva. Nell’impasto sonoro spesso da lì trapelano sonorità western, echeggiano rimandi ad altre atmosfere che spezzano quello che alla lunga rimane il solito clichè. Ritmi infernali, poche concessioni alla melodia, brani interminabili e senza grosse variazioni di sorta: abbastanza indistinguibile  alle orecchie di un profano il succedersi dei pezzi.

Come dire, luci ed ombre. Un gran prodotto finale, ma sempre un po’ lo stesso; insomma secondo me bisogna essere amanti del genere. Credo sia lo stesso effetto che assistere ad un concerto della Bandabardò, tanto per fare un esempio: tutti dicono essere divertente e coinvolgente ma io per quanto ho ascoltato non mi sono mai sentito di impegnare una serata per un loro live.

Comunque, quasi due ore di concerto, per me decisamente tirato troppo in lungo ma finale veramente incandescente.

Qualche parola va spesa per i due o tre camei (ho sempre desiderato usare la parola cameo) di Roy Paci, a volte quasi impercettibili nel volume generale prodotto, e ancor di più sull’indimenticabile Alex, co-protagonista del bellissimo film “Ogni cosa è illuminata”. Sto parlando naturalmente del leader (voce e chitarra acustica) di questo pirotecnico gruppo, un personaggio vulcanico e un ottimo, ottimo musicista. Descriverlo non serve, va visto e basta!

Il prossimo appuntamento sicuro sarà tra un mese, Pearl Jam ( e Ben Harper ) ad Hyde Park….

Odddddiooooooooooooooooooo!!!!!

About il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
This entry was posted in Musica, spettacoli, Visti per voi and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>