Visti per voi: Deep Purple a Milano
16 dicembre 2009 – 22:10


Nemmeno il tempo di capire cosa siano nel 2009 i Deep Purple (oh, dico, i Deep Purple: 4o anni sulla scena!) che questi mi aprono il concerto con Highway Star. Mi riprendo e cerco di realizzare:
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- tutti i componenti della band -3/5 della formazione originale- nonostante l’età o forse proprio per nasconderla, rispecchiano lo stereotipo della rockstar: chi come Roger Glover con bandana e stivalazzi, chi come Ian Paice con una ingrigita chioma legata in una lunga coda e chi come Steve Morse, fantastico chitarrista sostituto da molti anni di Ritchie Blackmore, con fluente capello lungobiondo. Ian Gillan no. Ian Gillan porta capelli corti ormai bianchi, una t-shirt grigia, dei jeans tipo quelli che indossa mio padre e delle sneakers bianche. Un tipo così me lo vedo più che sul palco, al parco passeggiando, mano con la mano al nipotino.
- Ian Gillan in questa tenuta stride un tantino rispetto al ricordo che si può avere di lui, giovane con lunghi capelli neri e risulta difficile pensarlo come un interprete della musica del diavolo. Però questo 64enne canta -e anche bene- per un paio d’ore. Registro un inizio appena incerto e un’estensione vocale che non è forse più quella di una volta. Ma si difende eh, ahhh se si difende!
- Steve Morse è un figo pazzesco (con la chitarra, si intende). E anche tutti gli altri è un piacere vederli suonare, nessuno escluso.
- Non posso dirmi un profondo conoscitore dei Deep Purple, di loro nel mio bagaglio musicale c’è solo l’immancabile Made in Japan e Deep Purple in Rock e forse è per questo che solo ora mi accorgo (ma con molta evidenza) della forte matrice blues, travestita da hard rock, di molti dei loro pezzi. Uno su tutti, Black Night.
- Di cosa parlano i loro pezzi? Hanno lasciato un segno? Dicono qualcosa di importante? Non ne ho la più pallida idea e mi rendo conto di non avere mai considerato i Deep Purple se non per il loro genere musicale.
- Senza passare purtroppo per Speed King e Child in Time si arriva velocemente alla parte finale e incendiaria del concerto, quella compresa tra Space Truckin, Hush, Smoke On The Water e la già citata e micidiale Black Night.
- Smoke On The Waters. Qualcosa su questo pezzo lo devo dire. Chi non lo conosce? Chi non ha imparato a suonare la chitarra con il suo celeberrimo riff? Chi, anche se non ha mai imparato a suonare la chitarra, non ha provato almeno una volta a suonare su una corda sola le sue quattro note? Con un atteggiamento misto di emozione e concentrazione mi godo questa pietra miliare del rock, arrivando alla conclusione che la sua fortuna non sta solo nel riff di chitarra ma anche (e direi in maniera importante) nell’incedere incalzante della batteria di Ian Paice. (Ri)ascoltare per credere.
- Può bastare, davvero. Una volta nella vita bisognava vederli, che diamine!
Grazie ragazzi.
Smoke On The Water
We all came out to Montreux
On the Lake Geneva shoreline
To make records with a mobile
We didn’t have much time
Frank Zappa and the Mothers
Were at the best place around
But some stupid with a flare gun
Burned the place to the ground, now
Smoke on the water
A fire in the sky
Smoke on the water
But burning down
You know, they burned down the gambling house
It died with an awful sound
Funky Claude was running in and out
He was pulling kids out the ground
When it all was over
We had to find another place
Swiss time was running out
It seemed that we would lose the race, now
Smoke on the water
A fire in the sky, burning, burning
Smoke on the water
Down to the ground
Hear you play
You know now, we ended up at the Grand Hotel
It was empty cold and bare
With the Rolling truck Stones thing just outside
Making our music there
Few red lights and a few old beds
We made a place to sweat
No matter what we get out of this
I know, I know we’ll never forget, now
Smoke on the water
A fire in the sky
Smoke on the water
Everywhere, everywhere
See me burn, alright now
It was tumblin’ down
Burn, burn, burn, yeah
It’s burning down, oh baby
It’s burning down
It’s burning down
Burning down

2 Responses to “Visti per voi: Deep Purple a Milano”
Quando suonavo la batteria, circa venti anni fa o poco più in un gruppetto che nemmeno si poteva definire locale, il pezzo con il quale iniziavamo i nostri concerti underground (in cantina della casa di un amico) era proprio Smoke On the Water dei Deep.
By cybermax on dic 18, 2009
Che si fa a Natale?
By cybermax on dic 22, 2009