Visti per voi: Steve McCurry a Palazzo della Ragione
17 novembre 2009 – 21:37C’ è un’ odissea sconosciuta che la bellezza è costretta a percorrere nel nostro corpo dopo l’annuncio degli occhi. Dura pochi istanti, forse meno: è tortuosa, complicata, eppure impalpabile. Noi vediamo il bello e la retina, subito, urla un allarme , chiamando in causa l’ istinto e ordinando poi alla pupilla di fissarlo senza distrarsi. Il nostro sguardo si incanta, ghermisce le forme, immagina; improvvisamente comincia a spedire al cuore, attraverso la gola, quella sostanza aerea di cui sono fatti i sogni e che crea languore. La centrale cardiaca, per non compromettere i battiti, getta ovunque le sensazioni ricevute: ai muscoli, nelle vene, nelle nostre zone segrete.
La bellezza, però, non sta ferma; non riesce. Ripercorre allora una strada inversa, portando con sè masse di emozioni, cariche di intensità e stupore. Raggiunge di nuovo il cervello, costringendo l’occhio a non smarrire quanto è riuscito a catturare un secondo fa.
La bellezza è fisica, totalmente affidata alla carne, ma ha bisogno di strade segrete che corrono sotto la nostra pelle per farsi riconoscere. I filosofi hanno raccomandato per secoli di cercarla nello spirito, il mondo contemporaneo vorrebbe scoprirla soltanto sul corpo.
Noi, indipendentemente dall’ epoca che ci ospita, ne abbiamo bisogno come dell’aria e dell’ acqua. Forse perché siamo convinti dell’ eterna verità racchiusa in una frase di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”.
Milano, Palazzo della Ragione, mostra di Steve McCurry, introduzione alla sezione “Bellezza”.
Credo che siano in pochi quelli che non conoscono il celeberrimo ritratto della ragazza afghana dai penetranti occhi verdi. Probabilmente molti meno conosceranno l’autore di questo scatto.
L’errore più grosso che si possa fare è considerare Steve Mc Curry autore di un fantastico scatto, ma sporadico. In realtà questo fotografo ha immortalato nella sua carriera immagini fantastiche, dai ritratti ai paesaggi, dalle scene di guerra a reportage, prevalentemente asiatici.
La mostra è (finalmente!) allestita splendidamente, divisa tematicamente in sezioni, una più entusiasmante dell’altra. La sala, la disposizione e l’ illuminazione esaltano i colori, gli occhi, le forme e le emozioni che le immagini ci trasmettono.
La lettura delle immagini è immediata, non serve essere appassionati ed intenditori per farsi travolgere dalla forza che esprimono. Per questo consiglio a tutti la visione, grandi e piccoli, come grande occasione per avvicinarsi alla fotografia.
Da non perdere.

