Il cinema del Magiaro in due righe: Baarìa
6 ottobre 2009 – 21:06Io qualche velleità di capire il cinema d’autore ce l’ho, anche se sicuramente mi mancano i fondamentali. Qualcun’altro (vedi Luca Pacilio su GLI SPIETATI) i fondamentali sembra averceli, ma il risultato -anche con occhi diversi- sembra lo stesso: grande kolossal, grande affresco su una storia che copre tre generazioni di una famiglia siciliana a Bagheria (la famiglia di Tornatore) e probabilmente grande tecnica cinematografica. Ma fine a sè stessa e non convince. E’ il cinema baby, qualcuno dirà. Forse è vero ma le sensazioni non sono del tutto piacevoli: per una mezz’ora abbondante sembra di essere in un trailer tanto le situazioni sono appena accennate e anche proseguendo nella narrazione il film stenta a decollare, prolisso e pomposo e faticoso da interpretare. Non un brutto film in assoluto, ma neanche uno di quelli che consiglieresti ad occhi chiusi.
PERICOLOSO
Aspettando Tarantino…
