Il cinema del Magiaro in due righe: Baarìa

Io qualche velleità di capire il  cinema d’autore ce l’ho, anche se sicuramente mi mancano i fondamentali. Qualcun’altro (vedi Luca Pacilio su GLI SPIETATI) i fondamentali sembra averceli, ma il risultato -anche con occhi diversi- sembra lo stesso: grande kolossal, grande affresco su una storia che copre tre generazioni di una famiglia siciliana a Bagheria (la  famiglia di Tornatore) e probabilmente grande tecnica cinematografica. Ma fine a sè stessa e  non convince.  E’ il cinema baby, qualcuno dirà. Forse è vero ma le sensazioni non sono del tutto piacevoli: per una mezz’ora abbondante sembra di essere in un trailer tanto le situazioni sono appena accennate e anche proseguendo nella narrazione il film stenta a decollare, prolisso e pomposo e faticoso da interpretare. Non un brutto film in assoluto, ma neanche uno di quelli che consiglieresti ad occhi chiusi.

PERICOLOSO

Aspettando Tarantino…

Info su il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
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