Di Giulio Casale ne parlai tempo fa. Rivisto ieri non posso che confermare quanto già detto sulle sue straordinarie qualità artistiche e doti di somiglianza con Gaber.
Polli d’allevamento invece: uno spettacolo di trent’anni fa. Un bambino.
Oggi è ancora attualissimo, ma questo non sorprende: il pensiero quando è autentico e così profondo non viene intaccato dai segni del tempo. Piuttosto io, ne sono uscito un po’ malconcio. Mi ci sono rivisto nell’ uomo descritto da Gaber, pollo di allevamento.
Assimilato e rassegnato. Ma soprattutto assimilato. Urge fare qualcosa, dare una sterzata.
Non smetterò tanto presto di ascoltare i suoi insegnamenti.
P. S.
Voi che ogni tanto passate di qui, fatemi un favore se potete. Usate 7 minuti del vostro tempo e ascoltatevi questo pezzo: Quando è moda è moda.
Fino alla fine però , sennò non serve.
Quanto Thom Yorke è in cima alla classifica dei miei amori canori stranieri, tanto Giulio sta nelle vette di quella italiana. Non ho il carattere della groupie, ma per Giulio…
Dea Walker> Ci ho pensato io a fare il groupie. “Trascinato” dalla sua agente, mi sono ritrovato a stringergli la mano (una grande mano, e una stretta energica)e a complimentarmi con lui. Complimenti più che meritati per come porta avanti il pensiero di Gaber. Altrettanto non saprei dire per i suoi progetti passati e attuali. Ma mi fido della tua segnalazione.