quello che succede il giorno dopo è bello uguale

Un concerto memorabile, il quarto per me dei Radiohead. Io, si sa, li considero il più grande gruppo degli anni ’90 e ’00. Riscontri di critica e dagli amici ne ho avuti, non è che nutrissi dei dubbi. Poi però inviti al concerto un amico imparziale, rugbista e metallaro (il Lorenz++ che partecipa a questa microcomunità) e ne rimane impressionato. Poi ti scrivono altre persone che ti fanno capire che l’intuizione che hai avuto 15 anni fa ascoltando su Radiodue il folgorante esordio di “Creep” era giusta. Sì, queste persone ti fanno capire che per una volta sei sulla strada giusta.

Leggete -se vi va- i commenti di LB e Dea Walker. . A me sono piaciuti molto. Perchè ci sono storie che vengono da lontano, autentiche e intense che convergono verso qualcosa di altrettanto autentico ed intenso come l’opera dei Radiohead.

About il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
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5 Responses to quello che succede il giorno dopo è bello uguale

  1. lorenz++ says:

    Ho sempre seguito i radiohead, ma più come gruppo di contorno, in maniera abbastanza distaccata, di quelli che hai sull’ipod e ogni tanto ascolti giusto per cambiare un pò. Ripeto, mai e poi mai avrei pensato a tali mostri da palcoscenico…

    Vi linko questo brano di Biondillo in tema radiohead:
    http://delrock.it/articoli/2007-05/come-fu-che-alla-fine-ho-ascoltato-e-amato-i-radiohead.php

    P.s. Per questa settimana “In rainbow” ha momentaneamente sostituito “Back in Black” come album di default nel tragitto casa-lavoro.

  2. Dea Walker says:

    Grazie della citazione, Fabio. Sono da poco una blogger, quindi queste cose mi emozionano ancora ;-) Però dai un’occhiata al link, che mi pare ci sia un http di troppo.
    Sulle masse mi trovavi d’accordo fino a poco tempo fa e mi trovi ancora d’accordo nel caso specifico e in una visione più “immateriale” della vita. Ma, nel concreto, sto cercando di uscire da un mio certo snobbismo emoculturale e rendermi conto che è il movimento di massa che genera certi cambiamenti, in quanto unione di singoli elementi che respirano, mangiano, pensano, consumano, votano. E mi piacerebe che certi tipi di persone trovassero un minimo comun denominatore per essere, insieme, più incisive.
    D.W.

  3. a.p. says:

    Grazie Lorenz del link. Mi piace molto Biondillo (lo vado a sentire quando viene dalle nostre parti) e trovo che il suo racconto dell’incontro coi RH sia un po’ il tragitto di tanti di noi che li amiamo.
    Caro Bonfe, come sai fin dai primi interventi sono anch’io una loro estimatrice. Trovo abbiano il potere di comunicare in un modo diretto e forte, malinconico e sintetico.
    Sembra che i RH si incontrino seguendo i fili piu’ strani delle vita. Io li ho conosciuti circa 10 anni fa; un amico virtuale ci cui ho perso traccia me li ha ‘presentati’ sul web. Credo che ‘Creep’ fosse il nostro sentire comune in quel momento, ciascuno nel suo percorso. Di li’ poi e’ iniziata la passione per i loro brani successivi.
    Bravi, e bravi voi che ci siete andati.
    Io ho sempre il timore di finire in fondo e non sentire – vedere niente…(non amo la ressa delle prime file, sob).

    Ciao a tutti.
    Appi’

  4. il Magiaro says:

    Sembra che i Radiohead abbiano suscitato parecchio tra le persone che qui abitualmente passano e nuove arrivate. In ordine:
    Grazie a Lorenz++; Biondillo tra l’altro con il suo Ispettore Ferraro e i noir di Quarto Oggiaro è ormai uno dei miei autori preferiti. Preparati comunque ad un nuovo cambiamento musicale, per il nostro prossimo viaggetto sto approntando una grande compilation ‘americana’ …

    Le mie scuse a Dea Walker per l’inserimento errato del link, ho rimediato. Fai bene ad uscire dallo snobismo se c’è, ma attenzione: a me sembra che il pericolo sia contrario e che cioè a volte si consideri ingiustamente come snobismo una certa ricerca e attenzione verso qualcosa di socialmente, intellettualmente e culturalmente più elevato. Mi sembra però sia il pensiero dominante di una massa che non si interessa, che non approfondisce e che tutto accetta e tutto subisce. Anche se decide chi vince le elezioni.

    Cara a.p. io lo so bene che i Radiohead ti piacciono, ed è vero, in uno dei tuoi primi commenti che mi hai lasciato ci hai piazzato a tradimento un ‘no alarm e no surprises’ che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. Però ti devo dire che hai fatto malissimo a decidere di non esserci. Con il posto prato o parterre un buon compromesso audio/video lo si trova quasi sempre anche senza lottare per le prime file. E lunga vita anche a Biondillo.

  5. lorenz++ says:

    Già a.p., la saggezza popolare ci dice che….
    …..piutost che nient, l’è mej piutost.
    (Piuttosto che niente, è meglio piuttosto)

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