ciclismo

31 maggio 2008 – 14:13

Non c’ è niente da fare, non c’ è uno sport che supera le sensazioni che a volte ti dà il ciclismo. Sarà che questa passione la porto dentro sin da bambino quando rimanevo incollato a vedere sulla TSI (sulla Svizzera, come si dice dalle mie parti) il Tour de France e mi ricordo Poulidor, Thevenét e la sua maglia a scacchi bianchi e neri della Peugeot, Van Impe grande scalatore, Merckx, Gimondi sullo Stelvio e tutti i luoghi mitici come l’Alpe d’Huez e il Tourmalet… Nel cuore, strano a dirsi ho ancora Laurent Fignon, con la sua coda di cavallo bionda, gli occhialini e la sua aria da intellettuale. Non ho mai amato Hinault e Moser, piuttosto ero un Saronniano. Poi c’è stato Chiappucci e al Sestriere, quando fece la fuga di 200km io c’ero…

Sarà la fatica, il freddo, il caldo, la fame e la sete, sarà l’epica delle imprese, o il contrasto tra chi fugge e trova mille energie e chi arranca e si difende. Sta di fatto che ieri Danilo Di Luca e Riccardo Riccò hanno entusiasmato. Soprattutto quest’ ultimo ricorda Pantani. Sì, Marco Pantani e non è semplice. Corre come lui, scatta come lui e dice quello che pensa. Non so se sia un bene ma per ora teniamocelo così com’è. Forza Riccardo, oggi c’è il Gavia e il Mortirolo. Questa sera ti vorrei in rosa.

 

  1. One Response to “ciclismo”

  2. When you actually sit down and look at all the different components you suddenly realise what am amazing and often overlooked feat of engineering it is

    By Campagnolo Cyclist on gen 17, 2010

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