Post liberazione ma anche post UK e del giornale più letto in Italia.

Se c’è un giornalista e un giornale che ultimamente spiega le cose questo è “La Gazzetta dello Sport” .

Bene, adesso che vi siete riseduti sulla sedia dalla quale siete sobbalzati dopo questa affermazione posso continuare. Andiamo per ordine. Oggi 25 aprile, festa della Liberazione, comunque festa. La prima in cui fa davvero caldo, e la gente ancora non sembra crederlo, a parte il Magiaro in T-Shirt: me ne accorgo facendo una “vasca” in centro dove quasi nessuno sfugge alla tenuta camicia + maglioncino+ giubbetto. Addirittura incrocio una ragazza con una preoccupante dolcevita. Ci vuole sempre un po’ affinchè la gente cambi le sue consuetudini e si lasci andare alla novità. Mi sovviene forzatamente il mio recente soggiorno a Londra del quale finora nulla ho trasferito in forma scritta. Ti accorgi come lì la variabilità del clima abbia plasmato il carattere della gente e creato delle abitudini completamente differenti dalle nostre. Quanto noi siamo diffidenti ad uscire -se non con la sicurezza di essere adeguatamente coperti trasferendo colpevolmente la stessa preoccupazione ai nostri figli- tanto loro sono indifferenti ai mutamenti del tempo e della temperatura. Domenica 6 aprile ad esempio, il risveglio a Pimlico, Warwick Square per la precisione ci propone tetti e auto imbiancati, come il meteo BBC aveva previsto. Io non ci avevo creduto naturalmente, ma fortunatamente l’abbigliamento pesante ce l’avevo eccome. Sono italiano, appunto. Verso le 10 usciamo, per comprare qualcosa per la colazione. Incontro inglesi camminare imperturbabili in camicia e maglione, mentre la neve scende copiosa. Amo questa città per la sua capacità di stupirmi, sempre. Per la cronaca, la sera, incontriamo un altro londinese. Il fatto che sia di colore smentisce la mia teoria secondo la quale gli inglesi resistono al freddo più di noi perché dotati di un DNA diverso dal nostro. Ad ogni modo, non nevica più ma la temperatura non supera i 5-6 gradi: ebbene questo simpatico tipo arriva dal supermercato sotto casa, in maglietta, shorts e infradito come neanche il 20 luglio a Milano! E’ bello stare a Londra, è bello per la lingua che è quella delle canzoni, per la capacità di coniugare tradizione e modernità. E’ bello perchè riparandoti dal freddo in una libreria finalmente scopri che Homer non è un cazzuto nome americano inventato da Matt Groening, ma la traduzione anglosassone del vecchio Omero, l’autore dell’Odissey. Come non averci pensato prima?

Cosa c’entra tutto ciò? Niente, niente, mi sono perso via, e poi mi è stato espressamente richiesto di scrivere qualcosa su Londra. Ecco fatto. Aggiungo che vi invidio, voi che avete la possibilità di trascorrerci qualche anno della vostra vita, anche se nevica in aprile.

La Gazzetta dello Sport dicevo. Il quotidiano rosa imprescindibile da qualsiasi bar degno di chiamarsi tale e tabloid più ambito dagli avventori. A volte si combatte una vera e propria guerra di posizione per rubarla al tuo dirimpettaio. Di conseguenza il giornale più letto in Italia. Che sia questa una spiegazione sociologica di quanto ci sta politicamente ed eticamente succedendo? Per me vige la regola che “la Gazza” si legge ma non si compra. Per questo il bar è perfetto. E anch’ io non sfuggo all’attrazione fatale del gossip sportivo e, quando riesco, a dare una sbirciatina almeno almeno ai titoli. Da più di un anno però, merito del direttore Carlo Verdelli credo, la rosea ha introdotto nelle pagine finali notizie di cronaca costume e società, denominandole ‘Altri Mondi’. In questa -a mio parere- opera altamente meritoria di informazione, in quanto volta agli strati più popolari dei lettori, si evidenzia la rubrica quotidiana tenuta da Giorgio Dell’Arti che in cinque domande e cinque risposte spiega il fatto del giorno (così si chiama la rubrica) o i temi più caldi dell’attualità. Io lo trovo bravissimo e chiarissimo nonché utilissima la sua lettura che non mi lascio più sfuggire. Amiche del Magiaro, quando entrate in un bar e vedete nessun altro giornale che la Gazzetta non scoraggiatevi, apritela e andate alle pagine finali, non ve ne pentirete. Oggi il tema era l’origine della festa della Liberazione e i fatti che hanno preceduto e seguito il 25 Aprile del 1945. Sono fortemente persuaso che gran parte degli italiani, e non solo i più giovani non siano in grado di inquadrare neanche approssimativamente quanto successe in quell’ epoca. Giorgio dell’Arti lo spiega e commenta in poche efficacissime righe. E spiega anche perché tutti gli italiani dovrebbero festeggiarla in egual misura al di là del colore politico.

Aggiungo un’ultima cosa: oggi apertura ufficiale della stagione balneare al Ticino: viva le sue ampie e tranquille rive e viva il pc portatile che mi permettere di scrivere da lì.

About il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
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