io alle elementari andavo alle Pontida

la quinta C

‘Pronto Fabio?’
‘Sì, cosa c’è mamma?’
‘Ha telefonato una ragazza…cioè…beh, ragazza…insomma, una tua compagna di classe delle elementari. Stanno organizzando un ritrovo, vuole sapere se ci sei.’

Eccoci, siamo noi, 32 anni dopo. In tutto questo tempo con alcuni ci siamo rivisti, con altri mai. E’ stato veramente simpatico ritrovarsi, sarà che le elementari le considero da sempre le mie scuole preferite.
Quando arrivo l’impatto è forte:
‘Ti ricordi di me?’ mi chiedono a bruciapelo.
‘Certo dico io, non sei cambiato per nulla!’
‘Ehm… no, dimmi almeno il nome’
‘Sììì, ma non mi ricordo come ti chiami, dammi un indizio…’
E’ sorprendente notare come certe persone non cambiano assolutamente fisionomia, mentre altre non le potresti mai riconoscere e di altre invece non ti ricordavi neppure l’esistenza. Ma con tutte ritrovi un’ empatia naturale, come se un filo sottile ma resistente ti tenesse legato, e lo farà sicuramente per tutta la vita.
Poi ti accorgi che ognuno conserva ricordi diversi e tu non li hai cancellati -la memoria conserva tutto o quasi- solo che li avevi accantonati ed è bello vederli riportati in vita.
Sono contento di questa rimpatriata, anche se il termine è improprio, ci siamo lasciati che eravamo solo dei bambini!
Credo che sia per il desiderio di rapporti, di legami, di radici che ci portiamo dentro.

Grazie alle organizzatrici, siete state molto brave!

About il Magiaro

molto personale ma non troppo intimo.
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7 Responses to io alle elementari andavo alle Pontida

  1. a.p. says:

    Caspita, Magiaro, dall’esame della foto vintage di classe potremmo far partire un bel dibattito e annessa analisi sociologica…

  2. il Magiaro says:

    Va bene a.p. Parti tu dai…
    Per esempio, mi sapresti riconoscere?

  3. a.p. says:

    Partirei da qualcosa di meno impegnativo … Quei collettoni che copiano quelli di papa’, la tenerezza naif dei maglioni fatti in casa da nonne e mamme, le facce serie e quelle speranzose,qualcuno forse puo’ mangiare qualche merendina di meno, le mani in grembo e i pugni serrati della maestra – che non scappino via i momenti. Hai rivisto la stessa speranza nei tuoi compagni di oggi?

  4. il Magiaro says:

    No cara a.p., direi di no.
    Ho trovato tranquillità, serenità, rassegnazione anche, ma speranza poca. Forse perché in quinta elementare la speranza non era al primo posto: c’erano spensieratezza e i desideri di un bambino. Forse perché i miei ex compagni delle elementari sono quasi tutti sposati con figli e/o separati. Ma questa può essere solo una mia sensazione, è difficile in poche ore entrare nell’animo di 15 persone che non vedi da anni. Poi io non sono bravissimo nell’intuire, mi rivedo in quello che P.Roth scrisse in Pastorale Americana e cioè che di solito vedo quello che la gente vuol farmi vedere.
    Però mi piace la tua indagine sociologica. Tieni presente che siamo nell’anno scolastico 75/76, Rino Gaetano in quell’ anno pubblicava “Il cielo è sempre più blu” (grazie a Luca Bottura che stamattina l’ha messa in programmazione, è molto liberatoria).
    Era un’Italia più povera e meno fighetta, la televisione a colori, per una discutibile scelta politica (il colore avrebbe causato spese superflue che non potevamo permetterci), sarebbe stata introdotta solo due anni dopo. Così ci trovavamo già allora a rincorrere altri paesi e, noi a Busto Arsizio a guardare le trasmissioni a colori della TSI e di Capodistria.
    E’ vero, i maglioni si facevano ancora a mano e, addirittura, probabilmente nel garage dei miei ci sta ancora la ‘macchina per maglieria’, regalo di qualche ricco zio.
    La merendina a volte era un lusso, e spesso si optava per le sottomarche che riproducevano quelle più famose. A me piaceva il Ciù Ciù, e la ditta Balconi all’epoca era famosa per le sue imitazioni.
    Però a quella età -e anche qualche anno prima- mi ricordo che potevo scorazzare liberamente con la mia bicicletta da cross per le vie del quartiere e per i boschi, senza che nessuno mi tenesse sotto controllo e ciò causasse mal di pancia a mamme e nonne.
    A volte penso che mi piacerebbe poter trascorrere adesso qualche giorno in una classe delle elementari e vedere come cambiano (o non cambiano) le cose.

  5. Sandro says:

    Una nota: sono riuscito a riconoscere il Bonfe in tutte le foto delle elementari… a differenza di Lorenzo:-)

  6. il Magiaro says:

    E’ vero, però Lorenz++ è + bravo a trovare i voli low cost…

  7. Anja says:

    che bello, ce l’avete fatta!!!

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