Succede che, viaggiando in automobile, ci si perda o ci assalga un senso di sconforto nell’ affannoso tentativo di capire le pessime indicazioni stradali che troviamo sul nostro percorso. A volte, a causa di ciò, si incappa anche in salatissime multe (ne so qualcosa grazie agli amici della polizia municipale bresciana, mortacci loro!). Ieri leggendo il quotidiano -di domenica ogni tanto mi riesce- mi sono imbattuto in un interessantissimo articolo che mi ha colpito per il tema a metà tra la segnaletica ed il design. Bob Noorda, visual designer creatore di loghi famosissimi come il cane a sei zampe dell’Agip, il logo Feltrinelli e Mondadori, il quadrifoglio della regione Lombardia per fare degli esempi, ci spiega il perché.
“I segnali sono milioni. In media quarantotto per chilometro di strada. Per poco che ci sediamo al volante, ne incrociamo almeno un migliaio al giorno. Troppi per essere percepiti”
Incuria, mancato rispetto delle regole, ma anche scarsissima attenzione alla forma, al carattere utilizzato, alla spaziatura, elementi per lui fondamentali per dare uniformità e leggibilità all’ indicazione. Mi è piaciuto, l’articolo lo trovate qui.

Grazie per la segnalazione. Se vuoi approfondire: “Grammatica del vedere” di G. Kanizsa, bibbia della comunicazione visiva, o il più divertente “la caffettiera del masochista” di D.A. Normann.