
Il PAC innanzi tutto: Padiglione d’Arte Contemporanea a Milano, quello danneggiato da un attentato di stampo mafioso qualche annetto fa, ricordate? Ci metto piede oggi per la prima volta ed è una bellissima sorpresa. Lo spazio espositivo è davvero molto bello, forse il migliore a Milano, o quantomeno non ne ricordo altri che mi siano piaciuti altrettanto. La mostra ad essere sincero mi è piaciuta meno. Anche qui, ci vengo completamente alla cieca. Forse anche colpevolmente, ma prima di questa rassegna io di Ugo Mulas non ne avevo mai sentito parlare. La sua è un opera molto di ricerca e abbastanza concettuale, non ci sono fotografie di grande impatto e poco spazio viene concessa all’ emozione. Ci sono diversi periodi rappresentati. Tra gli altri segnalo gli inizi, con fotografie di tipo documentaristiche sulla Milano anni ’50 (belle le immagini dei netturbini milanesi), i periodi newyorkesi negli anni ’60, dove il soggetto sono gli artisti (Warhol, Jasper Johns, Roy Lichtenstein) e la rappresentazione del momento creativo. Da segnalare le fotografie a Lucio Fontana nel momento in cui pratica i famosi tagli alle sue tele. E’ bello leggere di come Fontana preparava questi tagli e scoprire che le foto esposte in realtà sono pura finzione, essendo i tagli simulati su opere già eseguite, in quanto Fontana non sarebbe mai riuscito a farsi fotografare nel momento creativo. Ed infine le ‘verifiche’ dove il tema è la fotografia stessa.
Fondamentale la lettura dei supporti murali e della guida gratuita fornita all’ ingresso.