Lo so già: qualcuno dirà -è banale e nazionalpopolare ormai andare all’Ikea! – Qualcun’altro penserà: – il Magiaro si è completamente fumato il cervello.-
Io ci sono appena stato e mi è piaciuto, come quasi tutte le volte che mi capita di andarci. Perchè se ci vai a distanza di mesi trovi le novità e questi dell’Ikea -bisogna dirlo- sono bravi davvero. D’ altronde il loro slogan è “il design alla portata di tutti” e mi pare che la promessa sia mantenuta. Con il Natale poi le attrattive aumentano: decorazioni, illuminazioni, gadget etc. etc.
Avvertenze: evitate come la peste la visita domenicale.

Bravo Magiaro,ma perche’ nazionalpop? Sempre bello vedere le idee semplici ma efficaci degli svedesotti. A me son simpatici: mi piace pensare che siano stati capaci di mantenere la sobrietà e la linearità che forse noi qui abbiamo perso. E di coltivare il bambino interiore
…complimenti per il coraggio… x andare all’ikea sotto natale ci vuole fegato, io non sono ancora pronto…
Caro Magiaro, sono perfettamente d’accordo anche te. L’IKEA pur rientrando nelle categorie dei “non-luoghi” è un contenitore che aliena meno dei mostruosi centri commerciali dai nomi anche un po’ opprimenti come “il Gigante, il Vulcano (noi fra Prato e Firenze abbiamo I Gigli … che suona un po’ meglio:-).
Nella tipica mentalità scandinava gli IKEIANI sono bravi a fare il loro lavoro: semplicità, intuizioni, marketing trasversale.
Anche io ci sono andato dieci giorni fa, l’ho osservato e me lo sono goduto e ho inevitabilmente comprato:-) Il consiglio? Andare nelle ore insolite perchè altrimenti scatta l’effetto “stress”.
E finisco questo mio commento con un consiglio che non c’entra niente con l’IKEA ma che si riallaccia alla mia rubrica preferita di questo blob. ORA SUL MIO COMODINO. Vi consiglio il libro di Ian McEwan “Chesil Beach”. L’ho letto in aereo da Milano a Francoforte (quindi si fa in fretta). Ben scritto, due personaggi le cui figure psicologiche sono descritte con maestria tale da raccontarci un preciso momento: il passaggio di mentalità dagli anni 50 ai 60 nell’Inghilterra stiff upper lip.
E per questa rimango in Inghilterra perchè sul mio comodino c’è il libro di IRIS MURDOCH dal titolo SOTTO LA RETE:
Buon sabato sera dalla freddissima Prato.
Sandro
beh a.p., nazionalpop perchè ci vanno più o meno tutti, e la qualità dei mobili non è propriamente il massimo. A me piace per le idee, gli accessori, le cose utili al prezzo giusto. Poi gli svedesotti stanno simpatici pure a me, come quasi tutti i popoli del nord dei quali apprezzo molto il rispetto per le persone e le cose.
Lorenz++ sono d’accordissimo con te, bisogna sicuramente evitare sabati e domeniche. Io ci passavo vicino in una anonima serata di martedì.
Sandrino, tu invece ci devi spiegare il “marketing trasversale” e i “non luoghi”. Prepara un saggio o anche semplicemente un intervento e ci dedicherò un post su questo blog.