Fatti di cronaca
28 ottobre 2007 – 18:39Non amo per niente la cronaca nera. Ma come tutti, non posso sottrarmi al bombardamento mediatico conseguente a delitti quali Cogne, Garlasco, la strage di Erba, l’uccisione del bambino in Valtellina etc. etc. e ne parlo ora, che le acque si sono leggermente calmate.
Non ne riesco a comprendere la morbosità e non mi piace la spettacolarizzazione con cui vengono date in pasto queste vicende, vissute come film gialli dove il gioco è quello di trovare il colpevole e dargli subito addosso.I giornali, le televisioni fanno di tutto per alimentare questo processo e, da come ti porgono la notizia e gli indizi -quasi fosse un ‘indagine del tenente Colombo-, tu sai già dall’inizio chi è l’autore del misfatto. Te lo faccio capire, ma non te lo posso dire, perchè sarà la magistratura a decidere…Naturalmente vale tutto, e se ci fate caso, piano piano che le vicende si chiariscono cambiano completamente gli elementi fondanti della vicenda stessa:-la pista ciclabile sulla quale un mostro ha ammazzato un bambino in realtà si rivela una strada agricola, sulla quale transitavano due quasi minorenni incoscenti, che tutto potevano aspettarsi tranne forse che trovarsi sul percorso un bambino in bicicletta. Tutto ciò, ben inteso, nulla toglie alle responsabilità dei colpevoli, ma mi suggerisce due riflessioni.La prima è appunto sul modo con cui funziona il circuito della (dis)informazione, e qui mi viene in aiuto una riflessione di Mimmo Càndito letta in un saggio su De Andrè, che spiega: “…i processi di velocizzazione della comunicazione sono indifferenti alla qualità dell’ informazione. Ciò che conta oggi è comunicare, non è più il messaggio. Il giornalista identifica il proprio lavoro nella necessità di distinguere il <<vero>> dal <<verosimile>>; ma la velocizzazione della comunicazione non lo rende più possibile, bisogna trasmettere subito ciò che hai. Però ciò che hai subito è l’ apparenza, e di questo noi progressivamente ci stiamo cibando…”La seconda è sull’ unico elemento che accomuna queste tragedie e sull ‘unico giudizio che mi sento di dare: odio partecipare a queste gogne mediatiche, i colpevoli o presunti tali andrebbero solo compatiti, in quanto vittime loro stessi delle azioni commesse.
Altri due fatti accaduti in settimana invece mi hanno colpito.
Uno. Il ponte sullo stretto (ormai è stato deciso) non si farà più: in parlamento si votava lo scioglimento della società legata al progetto che continua a succhiare inutilmente un sacco di soldi agli italiani. Ebbene, l’emendamento non è passato perchè Di Pietro cosa fa? Ma vota contro, parbleau! Tonino, paladino dell’ onestà, come me lo spieghi?
Due. Berlusconi è stato prosciolto anche in cassazione nel processo SME. Se ho ben capito (spero di sbagliarmi) non c’è stata corruzione perchè il giudice Squillante,capo dei GIP, ha ricevuto l’assegno di 434.000 dollari da un conto Fininvest tramite Previti, avvocato di Berlusconi ma non ha influito sull’ esito della vicenda.
Bizzarro.

