Dove l’orgoglio di essere italiano, parte di un popolo centrale nella storia antica e moderna è mortificato dalla rabbia per ciò che qui, in queste settimane sta accadendo. Guardo con attenzione ai commenti politici, da una parte e dall’altra; alla rabbia si unisce l’amarezza e la preoccupazione per il futuro che ci aspetta.
Ho visto capi di governo esteri ridere del nostro Presidente del Consiglio (non dell’Italia, come qualcuno ha voluto farci credere).
Ho visto Presidenti del Consiglio e superministri dell’economia dirci che la crisi non c’era, che eravamo uno dei paesi che ne erano usciti meglio ma dopo pochi giorni affermare che eravamo tutti “sul Titanic”.
Vedo commissari e funzionari europei -ogni giorno qualcuno di nuovo, oggi un finlandese- dirci preoccupati cosa dobbiamo fare e che dobbiamo muoverci a farlo.
Vedo Vittorio Feltri pontificare urlando (urlando!) su una sinistra che non sarà in grado di garantire il dopo Berlusconi e un governo credibile. A questa dichiarazione si può rispondere in due modi: il primo, che forse ha il diritto di provarci, perché se ragiono con lo stesso criterio anch’io e tanti altri con me, alle ultime elezioni ero convinto che Berlusconi e la Lega ci stavano raccontando solo un sacco di frottole e che un tale bugiardo ci avrebbe portato alla rovina.
Non mi sembra di poter essere smentito, lo so da 15 anni almeno, eppure hanno avuto ugualmente la possibilità di stare lì a condurci in questa situazione. Non bisognava nemmeno essere dei geni, bastava ascoltare quello che di questa destra diceva Montanelli, che di sinistra certo non era.
La seconda considerazione è: sarà mai possibile fare meno di quanto fatto da questo governo? Non dimentichiamo la larga maggioranza che ha avuto a disposizione e che è riuscito a dissipare arrivando persino a dover rimpiangere la Carlucci.
Con che coraggio si può affermare a priori che qualcun altro farà peggio di loro di fronte allo sfacelo che hanno provocato? Che ci piaccia o no, che sia giustificato o meno, siamo oramai quasi al pari alla Grecia, siamo commissariati dalla BCE, dal FMI dalla Merkel e derisi da Sarkozy (Sarkozy che nemmeno i francesi sembrano più volere!). Questa è la realtà.
Ho visto Obama ringraziare tutti i paesi (ma proprio tutti, uno per uno) per la missione in Libia e dimenticarsi dell’Italia. Altro segno di quanto siamo ormai ininfluenti nel mondo che conta.
Ho visto le borse di tutto il mondo salire sulle voci di dimissioni del Presidente del Consiglio Italiano.
Ho imparato il significato dello spread sui Bund.
Ho sentito raccontarci per anni che il vero problema dell’Italia era la magistratura rossa, le intercettazioni, l’immigrazione e la sicurezza. Il debito pubblico che saliva no eh?
Ho visto tentare il varo di un decreto legge in una notte per “salvare” Eluana Englaro e compiacere le gerarchie ecclesiastiche.
Ho sentito anche che ci avrebbero abbassato le tasse (al contrario della sinistra nemica degli italiani che invece gode ad aumentarcele, chissà poi perché…) mentre il debito pubblico continuava allegramente a salire.
Ho visto al contrario un proliferare di elargizione di poltrone e sottosegretariati aggiuntivi, a testimonianza del nostro ottimo stato di salute economico.
Ho visto la Minetti.
Ho visto i leghisti, quelli che urlavano “Roma ladrona” magnare a più non posso e salvare con il loro voto mafiosi e delinquenti.
Ho visto ministri della Repubblica Italiana insultare e fare pernacchie come neanche al grande fratello.
Ho visto che la gente non ci fa più nemmeno caso, la normalità ormai è questa.
Ho visto la morte dell’etica.
Era davvero inevitabile arrivare a questo punto? Siamo mai caduti così in basso? Si può ancora affermare che “tanto sono tutti uguali”?